Area Ambiente

L’acqua che mangiamo
Prof. ssa Filomena Velleca

L’acqua che mangiamo

A cura di il 30 Nov 2013 | Nessun commento

Questa pillola è stata presentata il 28 novembre 2013 al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in occasione della Festa d’Autunno 2013, tenutasi al Quirinale, ripresa dalle telecamere della RAI e oggetto di una puntata di Geo&Geo su RaiTre. Tutti sappiamo che l’acqua è un bene molto prezioso. Il nostro corpo è composto principalmente d’acqua e senza di essa non potremmo vivere. Sulla terra la quantità di acqua (mari, fiumi, laghi, falde acquifere, nuvole e pioggia) è costante, ma l’acqua pulita non è un bene inesauribile, e la sua equa gestione a livello globale dovrebbe garantire a tutti la disponibilità dell’acqua necessaria; purtroppo non tutti gli abitanti del nostro pianeta hanno l’acqua a cui avrebbero diritto. Ciascuno di noi quotidianamente consuma molta più acqua di quello che crede. Ad esempio, per preparare un’insalata non usiamo solo l’acqua che ci è servita per lavarla; prima di arrivare nelle nostre mani quell’ortaggio è stato coltivato, quindi per la sua produzione è servita altra acqua. A ben vedere, ogni nostra attività richiede un consumo di acqua e genera la cosiddetta “impronta idrica”. L’impronta idrica di un individuo, di una comunità o di un’azienda è il volume totale di acqua dolce utilizzata per produrre i beni e i servizi consumati da quell’individuo, comunità o impresa. I vestiti, i giocattoli, i telefoni cellulari, il cibo… tutto lascia un’impronta idrica, nella quale si rispecchia lo stile di vita di un Paese: un hamburger di 150 g prodotto in Olanda ha un’impronta idrica di 1000 litri; in molti altri paesi, come l’Italia, lascia un’impronta doppia! Secondo questo modello, ciascuno di noi divora mediamente 3500 litri d’acqua ogni giorno, più del 90% dei quali nascosto nel cibo. E’ acqua invisibile, impalpabile ma fa sentire i suoi effetti, perché tra tutte le nostre necessità, il cibo è il maggior responsabile di consumo idrico. Due fette di pane, ad esempio, hanno un’impronta idrica di 40 litri d’acqua, un’arancia di circa 50 litri e una mela di 70. Un grande hamburger di soia da ½ kg ha un’impronta di circa 600 litri d’acqua, mentre quella di ½ kg di pollo è di 1.100 litri. Persino l’acqua potabile ha una sua impronta idrica, quella di un solo bicchier d’acqua corrisponde a ben...

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