Social Networks

Parole Ostili
Prof. Roberto Castaldo

Parole Ostili

A cura di il 14 Mag 2017 | Nessun commento

Le parole sono importanti, molto importanti, soprattutto se esse sono l’unico o il principale strumento per comunicare idee, opinioni, sentimenti o stati d’animo, ed è quindi essenziale saperle e volerle usare nel migliore dei modi. E’ davvero facile fraintendere le parole, o usarle in maniera frettolosa e superficiale, dimenticando che anche una singola parola può avere un potere eccezionale, può emozionare, colpire, offendere se non addirittura escludere o discriminare. Scegli sempre con cura le parole, anche quando usi i social network, ed applica le semplici regole del manifesto della comunicazione non ostile. Virtuale è reale – Dico o scrivo in rete solo cose che ho il coraggio di dire di persona. Si è ciò che si comunica – Le parole che scelgo raccontano la persona che sono: mi rappresentano. Le parole danno forma al pensiero – Mi prendo tutto il tempo necessario a esprimere al meglio quel che penso. Prima di parlare bisogna ascoltare – Nessuno ha sempre ragione, neanche io. Ascolto con onestà e apertura. Le parole sono un ponte – Scelgo le parole per comprendere, farmi capire, avvicinarmi agli altri. Le parole hanno conseguenze – So che ogni mia parola può avere conseguenze, piccole o grandi. Condividere è una responsabilità – Condivido testi e immagini solo dopo averli letti, valutati, compresi. Le idee si possono discutere. – Le persone si devono rispettare. Non trasformo chi sostiene opinioni che non condivido in un nemico da annientare. Gli insulti non sono argomenti – Non accetto insulti e aggressività, nemmeno a favore della mia tesi. Anche il silenzio comunica – Quando la scelta migliore è tacere,...

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Fare marketing con Facebook
Prof. Roberto Castaldo

Fare marketing con Facebook

A cura di il 26 Ott 2015 | Nessun commento

Questa pillola di conoscenza, “Fare marketing con Facebook”, è stata realizzata in collaborazione con Facebook Italia, a seguito di tre interventi formativi tenuti (in presenza e in remoto) da Laura Bononcini e Francesca Savoldi (Facebook Italia) per gli alunni delle classi terze dell’indirizzo Professionale Community Online dell’ISIS Europa. Nel mese di maggio 2016, è stata realizzata la versione inglese di questa pillola “Let’s do marketing with Facebook“, come prodotto finale di una Classe CLIL.   Gli obiettivi di Mark Zuckerberg, creatore di Facebook, sono sempre stati: apertura (open), connessione (connect) e condivisione (share). Facebook è cresciuto e continua ininterrottamente ad evolversi, fino a presentarsi oggi come una composita piattaforma di Marketing. Nei media tradizionali il messaggio pubblicitario viene fruito in maniera passiva. I social network e Facebook ribaltano questa dinamica: i messaggi vengono visti, rielaborati e condivisi dagli utenti, e visto dalla parte delle aziende, questo passa-parola virtuale permette di aumentare la visibilità e il grado di fiducia nei riguardi del marchio da promuovere. Tutto nasce dalla pagina Facebook dell’azienda cliente, e dai post che devono poter apparire in maniera organica sulle bacheche degli utenti anche in presenza di molti contenuti rilevanti e concorrenti. L’obiettivo è la creazione di un bel contenuto da far vedere grazie ad una campagna pubblicitaria, visto che da solo esso riuscirebbe molto difficilmente a emergere e a ottenere la visibilità desiderata, quella visibilità che porta le persone a conoscere ed apprezzare il marchio e ad acquistare i prodotti. Il tutto con un occhio privilegiato al mondo mobile, in continua e inarrestabile crescita! Il principale formato pubblicitario su Facebook è il page post, che può essere posizionato al centro, o a destra del desktop, oppure full screen sul telefono. In particolare gli annunci centrali sulla bacheca sono molto grandi e visibili, e questo è un vantaggio perché la bacheca è il luogo di Facebook maggiormente frequentato dai suoi utenti. L’efficacia di un page post dipende molto dall’immagine utilizzata, che dovrà essere scelta in modo da favorire il coinvolgimento (engagement) ed l’interazione. Le varianti principali di un page post sono: Page post foto, composto da titolo, testo, URL e immagine. L’opzione Multi product o Carousel permette di inserire più immagini (con titoli, descrizioni e URL differenziate) in...

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Chi sono gli amici dei miei amici?
Prof. Roberto Castaldo

Chi sono gli amici dei miei amici?

A cura di il 24 Apr 2013 | 2 commenti

Sui social network, come nella vita reale, non sempre gli amici dei miei amici sono miei amici. Già il fatto che, per esempio, su Facebook io chiami amici i miei contatti tende ad essere fuorviante, anche perché troppo spesso finiamo col contattare (o farci contattare) da persone che non conosciamo e che non abbiamo mai visto di persona. Di certo non posso considerarli alla stessa stregua dei miei amici “veri”, quelli con cui amo uscire e stare assieme, con i quali parlo guardandoli negli occhi, e dei quali mi fido. Ma proviamo a fare qualche conto: nell’ipotesi (molto riduttiva) che io abbia 100 amici, e che anche ciascuno di essi abbia 100 amici, il mio social network (fermandomi agli amici degli amici) mi permetterebbe di condividere i miei gusti, le mie foto ed i miei video con 10.000 persone, la maggior parte delle quali non conosco e non conoscerò mai! Quanti di voi hanno mai fatto un calcolo del genere? Provate a farlo ora, così da rendervi conto di quante persone stanno adesso guardando o scaricando le vostre foto… tante? Di certo troppe! Come posso fidarmi di persone che non conosco? Posso farlo solo perché sembrano simpatiche o si presentano con delle belle foto? E comunque, una cosa è condividere gusti e scambiarsi opinioni, un’altra è offrire a persone che io non ho mai conosciuto frammenti anche delicati della mia vita, che poi – una volta messi assieme – potrebbero anche finire col nuocermi. Chi di voi sarebbe disposto a raccontare ad una persona appena conosciuta tutti i dettagli della vostra vita e a fargli vedere tutte le foto delle vostre vacanze? Non molti, credo… ed allora perché lo fate ogni giorno su Facebook? Forse perché a casa vostra, dietro al monitor, vi sentite al sicuro? In definitiva, Facebook mi induce a chiamare amici persone che amiche mie non sono, e mi permette di condividere con loro tutto quello che voglio, per questo devo fare attenzione alle persone che aggiungo come “amici”, figuriamoci poi degli amici degli amici… Di certo non potrò mai conoscerli tutti, e di certo farò meglio ad impostare la privacy in maniera da non permettere la piena e incontrollata condivisione dei miei dati personali, o...

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Di chi sono le foto e i video che pubblichi?
Prof. Roberto Castaldo

Di chi sono le foto e i video che pubblichi?

A cura di il 24 Apr 2013 | 2 commenti

La stragrande maggioranza degli utenti di un social network non legge le condizioni d’utilizzo che vengono presentate all’atto della registrazione. Forse neanche tu lo hai fatto, e questo ti impedisce di sapere come verranno utilizzate le informazioni che tu, ogni giorno, fornisci al tuo social network preferito. Nella maggior parte dei casi, quel che pubblichi sui social network, non è più di tua proprietà esclusiva, ma diventa anche proprietà del gestore del social network, che può usare le informazioni, le foto e i video pubblicati per scopi commerciali e pubblicitari. Tu condividi fotografie e video, che non sono più solo tuoi, ma diventano anche di proprietà del gestore del social network. E’ proprio così, ed è tutto scritto – sotto diverse forme e sfumature – nelle condizioni di utilizzo dei social network che tu hai accettato senza leggerle. Sono veri e propri contratti, sicuramente troppo lunghi… per esempio le condizioni d’uso di iTunes sono più lunghe del Macbeth di Shakespeare! EULA – Libro Conteggio parole (versione inglese) Paypal 36.275 Amleto 30.066 iTunes 19.972 Macbeth 18.110 Facebook 11.195 Twitter 4.445 Google 4.099 Ecco alcuni esempi, non esaustivi, tratti dalle licenze d‘uso e dalle normative sulla privacy di Facebook, Twitter e Google Plus: Estratto dal contratto d’uso di Facebook (marzo 2013): garantisci contestualmente a Facebook una licenza mondiale, irrevocabile, perpetua, non esclusiva, trasferibile a terzi, senza possibilita’ di richiedere compensi (compreso il diritto di sub-licenziare a terzi), di: (a) usare, copiare, pubblicare, trasmettere, archiviare, conservare, mostrare o riprodurre pubblicamente, o mostrare, modificare, editare, creare lavori derivati e distribuire attraverso canali multipli ogni contenuto postato dall’Utente .. Estratto dal contratto d’uso di TWITTER (marzo 2013): potremmo condividere o divulgare le tue informazioni con il tuo consenso, per esempio quando accedi al tuo account di Twitter da un client o un’applicazione di terze parti. richiediamo ad alcuni soggetti terzi con i quali abbiamo un rapporto di fiducia di svolgere funzioni e di fornirci servizi. Potremmo condividere le tue informazioni personali con questi soggetti terzi, potremmo condividere o divulgare le tue informazioni non personali o non private, aggregate o meno, quali ad esempio i tuoi tweet pubblici o il numero di utenti che ha cliccato su un particolare link. Estratto dalle norme sulla privacy di...

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Devo smettere di usare Facebook?
Prof. Roberto Castaldo

Devo smettere di usare Facebook?

A cura di il 24 Apr 2013 | 2 commenti

No, non devi smettere di usare Facebook, ma devi utilizzarlo, come tutti gli altri social network, in modo intelligente. Facebook ti permette di contattare vecchi amici e persone che non si incontrano da tempo, compagni di scuola o persone lontane, e permette agli altri di farsi un’idea su di te; oggi sono i tuoi amici, domani saranno colleghi, aziende e società di ricerca del personale. Tutto sommato, è una fortuna, grazie alle nuove tecnologie, avere a disposizione questi nuovi strumenti di comunicazione, che tu però devi saper usare con prudenza ed attenzione. Facebook è certamente il social network più usato in tutto il mondo (con oltre un miliardo di utenti attivi al mese), e tu sai bene come possa essere divertente, ma anche totalizzante ed alienante, se non addirittura pericoloso in alcuni casi. Sì, totalizzante ed alienante, perché passare ore ed ore davanti ad un monitor sbirciando i profili di altre persone e chattando fino a notte inoltrata, alla fine non ti procura alcun vantaggio: anzi, ti fa perdere contatto con la vita reale, e ti potrebbe portare a pensare che, grazie a Facebook tu possa avere migliaia di amici, ma nella vita reale, quella vera, ciascuno di noi ha tre, forse quattro amici veri… gli altri sono conoscenti, contatti, con i quali può essere simpatico chattare di tanto in tanto, ma stare assieme ad un amico vero è un’altra cosa, non ha prezzo! Certamente Facebook – come ogni altro social network –  è uno strumento utile, ma non deve diventare indispensabile nella vita di un essere umano, altrimenti c’è qualcosa che sta andando storto, e forse c’è un amico vero che stai rischiando di perdere o di non conoscere! Insomma, a conti fatti i social network hanno aumentato il livello di libertà a nostra disposizione, perché adesso è più facile parlare con altre persone, scambiarsi opinioni, documenti e materiale di qualsiasi genere; allora perché mai dovresti smettere di essere più libero? Devi però allenarti ad usare questa libertà senza farti schiacciare da essa, e senza danneggiare gli altri. Alla fine, la sfida è tutta qui: imparare ad essere tutti più liberi, anche grazie ai social network, senza mai perdere di vista la differenza tra quel che è vero...

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I social network sono pericolosi?
Prof. Roberto Castaldo

I social network sono pericolosi?

A cura di il 24 Apr 2013 | Nessun commento

No, non sono pericolosi, se li conosci e li utilizzi in maniera adeguata. Il problema non è il social network, ma come lo usiamo noi e come lo usano gli altri. Un social network può essere uno strumento di libertà, dove pubblicare ciò che ti piace condividendo video o immagini, e sapere ciò che piace ad altre persone ascoltando ciò che hanno da dire attraverso le cose che condividono. Come dice la regina Raina di Giordania, “noi diventiamo più forti quando ascoltiamo e più intelligenti quando condividiamo”. Ma essere intelligenti vuol dire avere la curiosità di conoscere gli strumenti che usi, e quindi di sapere come potrebbero essere usate – e da chi – le informazioni che condividi, per comprendere fino in fondo cosa far sapere su di te, e cosa evitare di pubblicare; in fondo, ai social network affidi tanti aspetti della tua vita. Non è forse rischioso comunicare a tutti i tuoi amici di Facebook (e probabilmente anche ad altre persone che io non ho mai conosciuto) tutti i tuoi spostamenti, istante per istante? Non è forse rischioso usare sempre Foursquare per far sapere a tutti, senza alcuna distinzione, dove ti trovi e i viaggi che sei in procinto di fare? Ecco perché serve attenzione, per evitare che azioni superficiali possano trasformarsi in rischi e pericoli concreti. Ed ecco perché è indispensabile conoscere e sapere usare bene gli strumenti con cui ti diverti o con cui lavori, altrimenti sarebbe come guidare un’automobile senza saper cambiare una ruota, col rischio che se si buca resti bloccato e devi chiedere aiuto a qualche sconosciuto. Dopo tutto, a chi verrebbe in mente di mettere al bando i telefoni cellulari solo perché alcune persone li utilizzano in maniera scorretta o maliziosa? Sarebbe un po’ come abolire i coltelli con i quali normalmente tagli il pane, visto che con essi potresti anche fare del male a qualcuno, o come far scomparire dalla faccia della terra le siringhe con cui puoi iniettarti delle medicine ma anche sostanze molto pericolose. La risposta? Coltiva e valorizza le tue passioni – anche fuori dal Web – ed utilizza i social network in maniera intelligente, senza esagerazioni e senza cadere nella dipendenza. Download Scheda PDF con codice...

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Cosa conosce un social network su di me?
Prof. Roberto Castaldo

Cosa conosce un social network su di me?

A cura di il 24 Apr 2013 | Nessun commento

Certamente un social network conosce di te più dei tuoi conoscenti, amici e familiari. Non solo… la tua vita è seguita giorno per giorno da molte più persone di quante tu possa immaginare! La tua privacy è al sicuro? Nonostante i tanti lati positivi, i social network possono rivelarsi vere e proprie trappole per tutti coloro che li usano con un po’ di superficialità, interagendo spensieratamente con utenti di tutto il mondo. Come i social network utilizzano i nostri dati? Innanzitutto i “contratti“, quelli che tutti accettano senza mai leggerli, sono il punto di partenza per comprendere l’uso che i social network faranno dei nostri dati e delle informazioni che noi vi inseriamo, come foto e video. Quello che più sfugge alla maggioranza degli utenti, è che ogni singola nostra azione su un social network contribuisce ad arricchire il profilo personale, che non è solo a disposizione dei nostri contatti, ma rappresenta il patrimonio del social network stesso. Vuoi caricare delle foto che ti riguardano? Ok, nessun problema, però ricorda che dall’istante in cui termina l’upload, ogni singola foto (o video) vengono duplicati in centinaia di copie, ciascuna delle quali finisce su uno dei tanti server di Google o di Facebook, e ricorda anche che tutti gli utenti che hanno accesso al tuo profilo possono scaricare la foto sul loro PC, e farci qualsiasi cosa. Ti piace la pizza? Ami andare in montagna? Giochi a scacchi? Ogni volta che lo comunichi ai tuoi amici, lo stai innanzitutto comunicando al tuo social network che, giorno per giorno, vede aumentare i dettagli contenuti in tutti i profili di tutti gli utenti: per esempio traccia e mantiene tutti i dispositivi usati per accedere al tuo profilo, tutte le tue conversazioni e messaggi privati, l’elenco dei tuoi amici ed ex amici. Questi profili verranno utilizzati dai gestori per effettuare campagne pubblicitarie mirate; in questo modo, se siete vegetariani, non vedrete mai sulla vostra bacheca la pubblicità di riviste di cucina dedicate al barbecue. In rete ciascuno di noi diventa una sorta di bersaglio commerciale, avente gusti e propensioni all’acquisto ben precisi, bersaglio verso il quale indirizzare proposte commerciali pensate proprio quella tipologia di utenti. Ma cosa c’è di male in tutto questo? Forse...

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Chi paga i social network?
Prof. Roberto Castaldo

Chi paga i social network?

A cura di il 24 Mar 2013 | Nessun commento

Forse è scorretto rispondere ad una domanda con un’altra domanda, ma in questo caso è utile. Sai quanto costa tenere in vita Facebook o Youtube? Beh, in pochi lo sanno con precisione assoluta, ma gli analisti parlano di circa due milioni di dollari al giorno!!! Un sacco di soldi che i creatori e gestori di questi social network devono “sborsare” ogni santo giorno… ma chi glielo fa fare? Evidentemente – da imprenditori – sono ben lieti di spendere tanto, perché con i social network ci guadagnano molto, ma molto di più… Però nessuno di noi ha mai pagato nulla per iscriversi ad un social network, per rintracciare vecchi amici, o per caricarvi foto e video… e allora, ecco che prende forma e significato la domanda iniziale: chi paga i social network? Quando il prodotto è gratis vuol dire che il prodotto sei tu! In realtà, i social network vengono pagati dagli stessi utenti, ma non inviando soldi o acquistando beni. Essi regalano ai social network qualcosa che per loro non sembra aver alcun valore: i propri dati personali, i propri gusti, le proprie foto, i propri video… Ma come fanno queste informazioni a trasformarsi in soldi, tanti soldi? E’ abbastanza semplice, se solo ci si pone attenzione: ogni utente registrato corrisponde ad un profilo, nel quale confluiscono tutte le singole azioni che egli effettua giorno per giorno: ogni “mi piace”, ogni gruppo a cui ci si iscrive, ogni foto che si carica e si condivide con amici e non amici… insomma ogni singola nostra azione contribuisce a profilarci con sempre maggiore accuratezza, ed è quindi semplice risalire – per esempio – anche alle nostre propensioni d’acquisto, comprendere cioè quali beni o servizi siamo pronti ad acquistare. Si stima che Facebook raccolga ogni giorno 500 TeraByte di dati dei suoi utenti, ed è adesso più chiaro come centinaia di milioni di questi profili finiscano per avere valore enorme per qualsiasi azienda che produce beni o fornisce servizi; infatti, grazie ai social network, esse possono inviare messaggi pubblicitari – per esempio proprio sulla bacheca di Facebook – esclusivamente a coloro che risultano – dal loro profilo dettagliato – essere già interessati al prodotto o al servizio proposto! Un enorme mercato dei...

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