Chiedimi se sono felice

Chiedimi se sono felice

A cura di il 15 Giu 2017 | Nessun commento

 

La felicità è quell’insieme di emozioni e sensazioni del corpo e dell’intelletto che procurano benessere e gioia, in un momento più o meno lungo della nostra vita. L’etimologia fa derivare la felicità da felìcitas, cioè “felice”, la cui radice “fe” significa abbondanza, ricchezza, prosperità.

Epicuro, in una Lettera sulla felicità a Meneceo, asseriva che non esiste età per conoscere la felicità. Non si è mai né vecchi né giovani per occuparsi del benessere dell’anima. Epicuro classifica i piaceri dividendoli in tre grandi categorie:

  • Naturali e necessari, come la libertà, il riparo, il cibo, I’amore, il vestirsi, le cure.
  • Naturali ma non necessaricome: l’abbondanza, iI lusso, case grandi oltre il necessario, cibi raffinati e in eccesso
  • Non naturali e non necessari, come il successo, il potere, la fama.

Soddisfare piaceri naturali è fondamentale per la felicità, poichè i piaceri non naturali e quelli non necessari sono nella maggioranza dei casi fonte più di infelicità che di felicità. Epicuro ci invita a godere senza affanni e a vivere la vita stringendo salde e durature relazioni interpersonali.

La felicità è uno stato che ciascuno deve imparare a scoprire, valorizzando le esperienze positive che aiutano la persona ad essere in armonia con gli altri esseri umani e con tutto il mondo. Le grandi religioni, a tale proposito, cercano di separare il concetto di felicità legato alle cose materiali, definendolo piacere, da quello di felicità in senso spirituale, raggiungibile con la semplicità e la serenità dell’anima.

Per esempio, San Francesco era ricco e forse anche felice, ma era una felicità non completa; dopo aver lasciato ogni ricchezza è diventato povero ma totalmente felice.

Molti studi hanno evidenziato che le persone felici affrontano meglio la vita e i rapporti con gli altri.

La felicità, sembra evidente, richiede il raggiungimento del benessere del corpo insieme alla serenità dell’anima. Talvolta essa ha un legame col tempo: possiamo provare felicità molto a lungo oppure possiamo essere felici anche per un solo istante. Anche dopo un forte dolore si può essere felici, perché in questo caso ci accorgiamo quanto siano preziose ed appaganti le piccole cose, o quei piccoli sentimenti che prima scivolavano accanto a noi inosservati.  Talvolta ci accorgiamo di essere stati felici quando ormai il momento è passato, in questo caso la felicità produce la triste consapevolezza di averla persa.

Ma resta comunque difficile definire con precisione questo sentimento.

Quel che forse importa davvero è essere pronti a cogliere qualcosa che ci può accadere in qualsiasi momento della nostra vita. La felicità è sempre accanto a noi basta solo imparare a vederla.

Questa è la vera scommessa della vita!

Crediti

Una produzione:

Testo a cura di:

  • Stefania Caiazzo
  • Roberto Castaldo
  • Classe 1A Servizi Commerciali

Licenza Creative Commons

Prof. Roberto Castaldo About Prof. Roberto Castaldo
Classe 1964, dalla metà degli anni ’80 sono a stretto contatto con tutto quanto fa innovazione, anche se mi sono sempre istintivamente posto in maniera guardinga ed accorta rispetto a tutte le novità tecnologiche, grandi o piccole che fossero. E’ da oltre 25 anni che la mia professione – insegnante nelle Scuole Pubbliche e consulente presso aziende private – mi porta al continuo confronto con le persone e con le loro idee, e mi arricchisce giorno dopo giorno con opinioni, punti di vista e modi di fare diversi dal mio.

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *