L’albero della moneta

L’albero della moneta

A cura di il 24 Apr 2013 | 3 commenti

La storia della moneta, come mezzo di pagamento e intermediario di scambi, è paragonabile alla struttura di un albero. Radici, tronco, rami e foglie possono cioè rappresentare le diverse forme che la moneta ha assunto, evolvendosi dalla sua nascita ai giorni nostri. Come un grande albero,  la moneta ha radici antichissime, ma la sua linfa è ancora vitale e la sua chioma ha rami e fronde giovani e sempre nuove.

L’albero affonda le sue radici nella madre terra. E’ dalla terra e dalla necessità di scambiare i suoi prodotti che è nato tutto. Anticamente infatti, nell’economia agricola, si ricorreva al baratto di prodotti naturali, dato che la moneta ancora non esisteva. I romani usavano il termine pecunia per indicare la moneta, dal latino pecus, cioè gregge. Ben presto ci si accorse che tale sistema di scambio presentava grossi inconvenienti, così furono introdotti i metalli nobili come oro e argento, facilmente trasportabili e apprezzati da tutti.

Quando nasce la prima vera moneta? Fu intorno al 600 a.C., presumibilmente a Mileto, che fu coniata la prima moneta dello stato. E la prima moneta cartacea? Nel 1694, in Inghilterra, la Banca Centrale emise la prima banconota.

I foglietti di carta che noi tutti usiamo quotidianamente hanno un valore d’uso irrilevante (quanto può costare la carta filigranata?) ma sono accettati da tutti, perché gli organismi monetari degli Stati (o dell’Unione Europea, nel caso dell’euro) gli attribuiscono quel valore.

La moneta che circola in un paese si dice a corso legale perché, per legge, deve essere accettata da tutti come mezzo di pagamento. Ha potere liberatorio illimitato, cioè ha la capacità di liberare dai debiti.

L’albero della moneta, forte delle sue stagioni trascorse, è vivo e sfida i tempi moderni. Nascono, così, foglie giovani e leggere, che grazie ai “venti” informatici e tecnologici,  consentono praticità e celerità negli scambi: la moneta virtuale. Ne esistono di varie tipologie: moneta di plastica, elettronica nel caso degli acquisti on line, e addirittura invisibile negli sms.

Le carte di credito sono tessere di plastica rilasciate da banche o altri enti creditizi che garantiscono il pagamento per conto del titolare; si basano su un soggetto titolare di un conto corrente in banca, sul quale verranno addebitati gli importi, normalmente in date successive all’acquisto di un bene.

Le tessere bancomat sono rilasciate dalle banche presso le quali si hanno depositi in conto corrente, e consentono prelievi da sportelli automatizzati e pagamenti nei negozi convenzionati.

Le fidelity cards (carte fedeltà) sono monete elettroniche a circuito chiuso, cioè valgono solo in particolari negozi dove è consentito fare acquisti usufruendo di sconti e promozioni.

La carta prepagata opera secondo il principio del pagamento anticipato, con transazione contemporanea all’acquisto. Il titolare può caricare su di essa una somma di denaro, entro i limiti stabiliti (plafond), da spendere presso i negozi convenzionati o da prelevare dagli sportelli automatici. Queste carte vengono utilizzate principalmente per effettuare acquisti via Internet.

La moneta invisibile – non ancora molto diffusa, ma in rapida ascesa – permette di perfezionare un pagamento (benzinaio, biglietti della metro o parcheggi) utilizzando un semplice SMS.

Crediti

Una produzione:

  • ISIS Europa – Pomigliano d’Arco – www.isiseuropa.gov.it
  • MIUR – Direzione Generale per lo Studente, l’Integrazione, la Partecipazione e la Comunicazione

Testo a cura di:

Bibliografia

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Prof. ssa Imperatrice Natale About Prof. ssa Imperatrice Natale
Docente di ruolo dal 2001 nella scuola primaria e dal 2007 nella Scuola Media Superiore di Secondo Grado per la classe di concorso A017, sono referente della Commissione Orientamento e collaboratrice della Dirigente Scolastica presso l'Isis Europa di Pomigliano d'Arco. Mi occupo di didattica orientativa, al fine di formare ed educare i giovani ad orientarsi, con particolare attenzione a mettere in campo tutte le azioni per sostenere l’interesse e la motivazione degli studenti.

    3 Commenti

  1. “Pillola” ben costruita. Chiara nei contenuti e scorrevole nella lettura e nei punti evidenziati. Secondo me andava fatto il riferimento al “sale” come antica moneta (da cui “salario”). Probabilmente la necessaria sintesi non lo ha consentito. Ottimo complessivamente.

    Giovanni Sasso

    16 maggio 2013

  2. eeeeeeeeeeeeehhhhhhh un gran bel lavoro

    giammy

    15 maggio 2013

  3. Complimenti alla prof.ssa Natale che ha illustrato e spiegato con semplicità ed efficacia un argomento didatticamente complesso. Sarà utile sicuramente, in un momento di crisi come l’attuale, per far comprendere a studenti e genitori l’uso oculato e corretto della moneta nelle sue diverse forme.

    lucia

    15 maggio 2013

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