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MLTV – Rendere visibili pensiero ed apprendimento
Prof. Roberto Castaldo

MLTV – Rendere visibili pensiero ed apprendimento

A cura di il 4 Feb 2019 | Nessun commento

La nostra avventura con Project Zero è iniziata a fine giugno del 2017, quando le ricercatrici di Indire durante una visita nella nostra scuola ci hanno comunicato di aver scelto l’ISIS Europa, insieme ad altri due Istituti del Centro e del Nord Italia, per sperimentare nella Scuola Secondaria di Secondo Grado i framework MLV (Make Learning Visible) e VT (Visible Thinking), sviluppati da Project Zero presso la Harvard Graduate School of Education. Poter avviare una sperimentazione con le ricercatrici di Indire e di Harvard (Mara Krechevsky e Carin Aquiline) è stato per noi l’inizio di un percorso accidentato ed affascinante, che ha contribuito a dare nuovo senso e significato alla nostra azione didattica quotidiana. Abbiamo avviato una graduale sperimentazione di thinking routine, protocolli e documentazione in due classi prime, guidati da un “obiettivo di ricerca globale”, che potesse consentire “il coinvolgimento e la conquista dell’attenzione da parte di giovani studenti dalla mente già strutturata”. Con qualche iniziale incertezza abbiamo iniziato a confrontarci con i nostri allievi, sottoponendoli alle prime attività da noi progettate, constatando immediatamente che ognuno di loro si sentiva attivamente coinvolto e sempre più protagonista del proprio percorso di apprendimento. E man mano, ci siamo accorti che – grazie al costante supporto delle ricercatrici di Indire, di Mara e di Carin ed agli incontri con i colleghi delle altre scuole – tutto iniziava a girare sempre meglio: la scelta e la rotazione dei ruoli, i criteri per la composizione dei gruppi, l’individuazione delle thinking routine e dei protocolli maggiormente utili a conseguire i nostri obiettivi didattici, la creazione di documentazione significativa… Tutto sembrava avere – finalmente – senso, i nostri studenti appena approdati alla Secondaria di Secondo grado iniziavano ad esprimersi liberamente, a comprendere e valorizzare i propri talenti, a sentirsi finalmente liberi di sbagliare, a concentrarsi sul loro modo di apprendere (processo) e non solo sul risultato finale (esito); insomma hanno iniziato a pensare ed apprendere come mai avevano sperimentato prima. “Non mi ero mai posta tante domande come in questo periodo” sono le parole pronunciate al termine dello scorso anno scolastico da una giovane quattordicenne, parole che evidenziano quanto questa sperimentazione abbia intrapreso la giusta direzione, quella che porta al saper lavorare in gruppo, all’assumere...

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La fabbrica delle pillole
Prof. Roberto Castaldo

La fabbrica delle pillole

A cura di il 2 Dic 2016 | Nessun commento

Le pillole di conoscenza sono video di carattere divulgativo, progettati e realizzati da alunni e docenti dell’ISIS Europa di Pomigliano d’Arco, e pubblicati sul Web perché tutti possano fruirne liberamente e gratuitamente. Lo scopo è quello di riassumere in pochi minuti i concetti chiave di uno specifico argomento, e di proporli in maniera semplice, chiara e piacevole. Insomma, uno strumento in-formativo e divulgativo estremamente flessibile (si adatta a tutte le discipline) e facilmente fruibile, ma soprattutto un innovativo strumento didattico. Il Web è per sua natura il miglior veicolo per la diffusione di contenuti multimediali in grado di supportare e potenziare l’apprendimento, e questa modalità divulgativa ha spesso mostrato una buona efficacia, ma il vero valore aggiunto delle pillole di conoscenza è il coinvolgimento totale degli alunni, attori protagonisti di processi di apprendimento innovativi e pluridisciplinari, finalizzati alla loro realizzazione. Ma come nasce una pillola di conoscenza? Ciascuna delle dieci fasi realizzative, rappresenta in realtà solo l’ultimo stadio di processi e percorsi di apprendimento basati sul learning by doing, sulle dinamiche collaborative tipiche del lavoro di gruppo, sulla didattica capovolta, e sull’utilizzo ragionato e consapevole delle “nuove tecnologie” informatiche. Esse permettono da un lato la costruzione di un prodotto solo apparentemente semplice, dall’altro supportano e valorizzano il lavoro – anche in remoto – dei vari gruppi di alunni, volto all’acquisizione di nuove competenze disciplinari e trasversali. Ecco quindi come funziona la “fabbrica delle pillole”: Individuazione dell’argomento da trattare, per esempio riferito ad uno dei quattro assi culturali (linguistico, matematico, scientifico-tecnologico, storico-sociale), oppure ispirato alla vita di tutti i giorni ed ai problemi dei nostri tempi (ambiente, legalità, new economy…); Realizzazione da parte degli allievi coinvolti di un testo guida, in grado di riassumere in maniera semplice ma non banale i concetti chiave dell’argomento prescelto; è questo il punto d’arrivo di un articolato processo interdisciplinare nel quale più docenti guidano i ragazzi alla ricerca libera e autonoma di materiale (anche online) ed alla sintesi, a più mani, del testo finale; Ricerca sul Web e catalogazione di materiale multimediale, liberamente utilizzabile, correlato al testo guida: immagini, disegni, grafici, musica, video… che verranno poi selezionati ed utilizzati nelle fasi successive; Registrazione della voce guida; in questa fase ci si concentra sulla scelta...

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