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La viabilità nelle cellule
Prof. ssa Maria Teresa Panico

La viabilità nelle cellule

A cura di il 24 Apr 2013 | Nessun commento

  Il transito delle particelle nei liquidi e nelle cellule non avviene a caso, ma dipende dalla grandezza, dalla polarità e dalla concentrazione delle molecole che li compongono. Cosa accade se aggiungi una zolletta di zucchero ad un bicchiere pieno d’acqua? Dopo un po’ l’acqua del bicchiere risulterà tutta dolce. Come si spiega quello che è accaduto? Lo zucchero si sposta dalla zona dove è più concentrato, verso la zona dove è meno concentrato, cioè si distribuisce secondo un gradiente di concentrazione, e in breve il movimento continuo delle particelle di zucchero renderà dolce tutta l’acqua, essendo la concentrazione diventata uniforme. Questo processo è detto diffusione passiva, ed è un movimento spontaneo di particelle che avviene senza utilizzare alcuna energia. Tale processo è molto frequente nelle cellule, e consente ad alcune molecole come l’ossigeno, l’anidride carbonica e l’acqua di attraversare la membrana cellulare. Zuccheri, sali minerali e aminoacidi, invece, non possono attraversare la membrana spontaneamente, perché sono troppo grandi o perché presentano una carica elettrica. Il loro passaggio avviene sempre secondo gradiente, ma grazie alle proteine di membrana, dette proteine canali, che creano una sorta di corsia preferenziale per agevolare l’ingresso nella cellula di una determinata sostanza; questo processo è chiamato diffusione facilitata. La membrana cellulare, quindi, si lascia attraversare dall’acqua (solvente) ma non da zuccheri o sali minerali (soluto). L’acqua è il principale solvente presente nelle cellule e serve a sciogliere tantissime sostanze; la sua diffusione attraverso una membrana è detta osmosi. Quando una membrana separa due ambienti che presentano concentrazioni diverse, l’acqua spontaneamente si sposta verso la zona dove la concentrazione del soluto è maggiore, come se il soluto attraesse il solvente che si trova al di là della membrana semipermeabile. Una cellula può trovarsi immersa in ambienti diversi e si può osservare che: se una cellula è immersa in una soluzione nella quale la concentrazione dei soluti è maggiore della propria (soluzione ipertonica) la cellula perde la propria acqua e si raggrinzisce. se la cellula si trova all’interno di una soluzione con minor contenuto salino (soluzione ipotonica) essa assorbirà l’acqua dall’esterno e si gonfierà. Nelle soluzioni isotoniche, invece, i due ambienti presentano la stessa concentrazione, le molecole d’acqua attraversano la membrana nelle due direzioni in ugual...

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Chi paga i social network?
Prof. Roberto Castaldo

Chi paga i social network?

A cura di il 24 Mar 2013 | Nessun commento

Forse è scorretto rispondere ad una domanda con un’altra domanda, ma in questo caso è utile. Sai quanto costa tenere in vita Facebook o Youtube? Beh, in pochi lo sanno con precisione assoluta, ma gli analisti parlano di circa due milioni di dollari al giorno!!! Un sacco di soldi che i creatori e gestori di questi social network devono “sborsare” ogni santo giorno… ma chi glielo fa fare? Evidentemente – da imprenditori – sono ben lieti di spendere tanto, perché con i social network ci guadagnano molto, ma molto di più… Però nessuno di noi ha mai pagato nulla per iscriversi ad un social network, per rintracciare vecchi amici, o per caricarvi foto e video… e allora, ecco che prende forma e significato la domanda iniziale: chi paga i social network? Quando il prodotto è gratis vuol dire che il prodotto sei tu! In realtà, i social network vengono pagati dagli stessi utenti, ma non inviando soldi o acquistando beni. Essi regalano ai social network qualcosa che per loro non sembra aver alcun valore: i propri dati personali, i propri gusti, le proprie foto, i propri video… Ma come fanno queste informazioni a trasformarsi in soldi, tanti soldi? E’ abbastanza semplice, se solo ci si pone attenzione: ogni utente registrato corrisponde ad un profilo, nel quale confluiscono tutte le singole azioni che egli effettua giorno per giorno: ogni “mi piace”, ogni gruppo a cui ci si iscrive, ogni foto che si carica e si condivide con amici e non amici… insomma ogni singola nostra azione contribuisce a profilarci con sempre maggiore accuratezza, ed è quindi semplice risalire – per esempio – anche alle nostre propensioni d’acquisto, comprendere cioè quali beni o servizi siamo pronti ad acquistare. Si stima che Facebook raccolga ogni giorno 500 TeraByte di dati dei suoi utenti, ed è adesso più chiaro come centinaia di milioni di questi profili finiscano per avere valore enorme per qualsiasi azienda che produce beni o fornisce servizi; infatti, grazie ai social network, esse possono inviare messaggi pubblicitari – per esempio proprio sulla bacheca di Facebook – esclusivamente a coloro che risultano – dal loro profilo dettagliato – essere già interessati al prodotto o al servizio proposto! Un enorme mercato dei...

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