Truffatori di noi stessi

Truffatori di noi stessi

A cura di il 23 Mag 2014 | Un commento

Questa pillola è stata tradotta in lingua inglese, su diretta richiesta di George Venezeros, capo dell’ufficio di New York City dell’FBI; è stata presentata a Washington nei giorni 13-14 novembre, dove si è recata una delegazione dell’ISIS Europa, in visita all’FBI Academy di Quantico ed al quartier generale dell’FBI, assieme alla prof.ssa Maria Falcone ed al Ministro della Giustizia On. Andrea Orlando.

Useresti mai, per conservare i tuoi risparmi, un salvadanaio con delle crepe o addirittura aperto? Ti fideresti a lasciare le tue monete e banconote incustodite e a disposizione di chiunque? E ancora, ti verrebbe mai in mente di rubare soldi a te stesso? No, vero?

Non ci crederai… ma qualcosa del genere accade durante il processo col quale lo Stato raccoglie – attraverso le entrate (tasse, imposte, contributi…) – il denaro indispensabile per offrire a tutti i cittadini i servizi pubblici. (SPESA PUBBLICA = apparato statale, sanità, scuola, infrastrutture, sicurezza, giustizia, ambiente…).

La raccolta di denaro da parte dello Stato è un’attività fondamentale per il suo stesso funzionamento, e per renderla efficace ed efficiente è stato predisposto un apparato potente e articolato, composto da ministeri, agenzie, uffici e migliaia di dipendenti (immagine che mostra i vari apparati statali interconnessi tra loro) che interagiscono tra loro.

Ogni anno lo Stato prevede di raccogliere una certa quantità di denaro (DPEF = Documento di Programmazione Economica e Finanziaria), che – il più delle volte – non coincide con quanto effettivamente raccolto, a causa di previsioni non sempre precise, ma soprattutto a causa dell’evasione (pagare meno tributi del dovuto) ed elusione (sfruttare le carenze normative per evitare di pagare tributi) fiscale.

Basta pensare che (Fonte UIL) ogni minuto vengono evasi 347mila euro di imposte, per comprendere come già in partenza il salvadanaio statale si riempie meno del dovuto!

Inoltre, una parte del denaro raccolto – frutto del sacrificio di ogni cittadino onesto – finisce, ahinoi, in un buco nero di sperperi, privilegi e inefficienze, ma anche di comportamenti fraudolenti e criminali da parte di alcuni amministratori e politici, che quel denaro avrebbero dovuto gestire a beneficio di tutti noi. Tante risorse vitali si disperdono ed in molti casi soldi pubblici si trasformano in guadagni illeciti di funzionari corrotti e di organizzazioni mafiose e camorristiche, andando ad impoverire ulteriormente il Paese.

Ed ecco che – anche per colpa di queste “crepe” nel salvadanaio statale – servizi pubblici carenti e mal funzionanti, opere pubbliche incomplete e tante belle idee mai realizzate prendono il posto di treni e pullman puliti e puntuali, di scuole sicure ed attrezzate, di uffici pubblici ed ospedali affidabili e accoglienti… eppure le risorse inizialmente c’erano, il problema è tutto nella raccolta iniziale e nella tenuta del salvadanaio!

Sia chiaro: le tasse forse non saranno “bellissime e amatissime”, ma sono parte integrante e irrinunciabile di una società civile, e lo Stato, nel gestire malamente la “cosa pubblica” troppo spesso è detestato e ritenuto “ingrato”, al punto che in tanti, troppi!!!, non si sentono parte attiva proprio di quello Stato, e pensano erroneamente che sia legittimo non pagare tasse e tributi. Non cadiamo in errore… la presenza di evasori, furfanti ed organizzazioni malavitose in perenne ricerca di denaro non ci deve indurre a comportarci come loro.

Sì, perchè a ben pensarci, in molti casi anche le nostre azioni e il nostro comportamento quotidiano – spesso improntati al non rispetto delle regole – hanno un peso rilevante proprio sugli sprechi e sulla pessima gestione del denaro pubblico, costringendo lo Stato a chiudere crepe che noi stessi creiamo! Qualche esempio?

  • Se non paghi il biglietto del pullman, non lamentarti della sua sporcizia o del suo ritardo!
  • Se non chiedi lo scontrino quando acquisti un bene, diventi complice del commerciante quando evade le imposte e le tasse!
  • Se getti carte o bottiglie per terra, o imbratti mura e monumenti, la TUA città diventerà più sporca e brutta, i turisti scapperanno a gambe levate parlando male di noi, e ci vorranno più soldi per tenerla pulita;
  • Se ti dimentichi di spegnere le luci non indispensabili o i computer nelle scuole e negli uffici, quanta energia sprecata… quante inutili spese!

Le polis greche, esempio universale di corretta organizzazione pubblica, si fondavano sull’armonia fra lo stato e gli individui che lo componevano, simile all’armonia che in natura esiste fra il tutto e le sue singole parti. Le leggi delle città coincidevano idealmente con l’ordine naturale dell’universo,  ogni uomo era organicamente inserito nella sua comunità, e ciascuno si realizzava partecipando alla vita collettiva e costruendo il bene comune.

Oggi invece, una società che si comporta come la nostra, ruba risorse a se stessa, e sta – magari inconsapevolmente – rinunciando alla “speranza”; non la speranza che attende passivamente che qualche eroe cambi le cose, ma la speranza che si nutre di sdegno e di coraggio. Lo sdegno per vedere le cose come sono, il coraggio per provare a cambiarle.

Gli sprechi e le mafie si sconfiggono disprezzando chi deride la legalità, esercitando lo sdegno ed il coraggio figli della speranza ed il rispetto delle regole! Smettiamo di essere i truffatori di noi stessi e di rubare i nostri stessi soldi, e riavviamo quel circolo virtuoso tanto caro agli antichi greci, per assaporare il piacere e l’orgoglio di essere cittadini di uno Stato capace ed efficiente, a sua volta degno della nostra fiducia!

“Uno stato democratico non può essere migliore dei suoi cittadini” (K. Popper)

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Crediti

Questa pillola è stata realizzata grazie all’impegno del tutto volontario e gratuito dei professionisti e degli alunni qui sotto specificati. Grazie a tutti!

Una produzione:

  • ISIS Europa – Pomigliano d’Arco – www.isiseuropa.gov.it
  • MIUR – Direzione Generale per lo Studente, l’Integrazione, la Partecipazione e la Comunicazione

Testo a cura di:

Voce narrante

Giulio Base

Licenza Creative Commons

Prof. Roberto Castaldo About Prof. Roberto Castaldo
Classe 1964, dalla metà degli anni ’80 sono a stretto contatto con tutto quanto fa innovazione, anche se mi sono sempre istintivamente posto in maniera guardinga ed accorta rispetto a tutte le novità tecnologiche, grandi o piccole che fossero. E’ da oltre 25 anni che la mia professione – insegnante nelle Scuole Pubbliche e consulente presso aziende private – mi porta al continuo confronto con le persone e con le loro idee, e mi arricchisce giorno dopo giorno con opinioni, punti di vista e modi di fare diversi dal mio.

    Un commento

  1. un lavoro bellissimo

    alessandra anichini

    6 maggio 2016

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