Area Legalità

Parole Ostili
Prof. Roberto Castaldo

Parole Ostili

A cura di il 14 Mag 2017 | Nessun commento

Le parole sono importanti, molto importanti, soprattutto se esse sono l’unico o il principale strumento per comunicare idee, opinioni, sentimenti o stati d’animo, ed è quindi essenziale saperle e volerle usare nel migliore dei modi. E’ davvero facile fraintendere le parole, o usarle in maniera frettolosa e superficiale, dimenticando che anche una singola parola può avere un potere eccezionale, può emozionare, colpire, offendere se non addirittura escludere o discriminare. Scegli sempre con cura le parole, anche quando usi i social network, ed applica le semplici regole del manifesto della comunicazione non ostile. Virtuale è reale – Dico o scrivo in rete solo cose che ho il coraggio di dire di persona. Si è ciò che si comunica – Le parole che scelgo raccontano la persona che sono: mi rappresentano. Le parole danno forma al pensiero – Mi prendo tutto il tempo necessario a esprimere al meglio quel che penso. Prima di parlare bisogna ascoltare – Nessuno ha sempre ragione, neanche io. Ascolto con onestà e apertura. Le parole sono un ponte – Scelgo le parole per comprendere, farmi capire, avvicinarmi agli altri. Le parole hanno conseguenze – So che ogni mia parola può avere conseguenze, piccole o grandi. Condividere è una responsabilità – Condivido testi e immagini solo dopo averli letti, valutati, compresi. Le idee si possono discutere. – Le persone si devono rispettare. Non trasformo chi sostiene opinioni che non condivido in un nemico da annientare. Gli insulti non sono argomenti – Non accetto insulti e aggressività, nemmeno a favore della mia tesi. Anche il silenzio comunica – Quando la scelta migliore è tacere,...

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Truffatori di noi stessi
Prof. Roberto Castaldo

Truffatori di noi stessi

A cura di il 23 Mag 2014 | Un commento

Questa pillola è stata tradotta in lingua inglese, su diretta richiesta di George Venezeros, capo dell’ufficio di New York City dell’FBI; è stata presentata a Washington nei giorni 13-14 novembre, dove si è recata una delegazione dell’ISIS Europa, in visita all’FBI Academy di Quantico ed al quartier generale dell’FBI, assieme alla prof.ssa Maria Falcone ed al Ministro della Giustizia On. Andrea Orlando. Useresti mai, per conservare i tuoi risparmi, un salvadanaio con delle crepe o addirittura aperto? Ti fideresti a lasciare le tue monete e banconote incustodite e a disposizione di chiunque? E ancora, ti verrebbe mai in mente di rubare soldi a te stesso? No, vero? Non ci crederai… ma qualcosa del genere accade durante il processo col quale lo Stato raccoglie – attraverso le entrate (tasse, imposte, contributi…) – il denaro indispensabile per offrire a tutti i cittadini i servizi pubblici. (SPESA PUBBLICA = apparato statale, sanità, scuola, infrastrutture, sicurezza, giustizia, ambiente…). La raccolta di denaro da parte dello Stato è un’attività fondamentale per il suo stesso funzionamento, e per renderla efficace ed efficiente è stato predisposto un apparato potente e articolato, composto da ministeri, agenzie, uffici e migliaia di dipendenti (immagine che mostra i vari apparati statali interconnessi tra loro) che interagiscono tra loro. Ogni anno lo Stato prevede di raccogliere una certa quantità di denaro (DPEF = Documento di Programmazione Economica e Finanziaria), che – il più delle volte – non coincide con quanto effettivamente raccolto, a causa di previsioni non sempre precise, ma soprattutto a causa dell’evasione (pagare meno tributi del dovuto) ed elusione (sfruttare le carenze normative per evitare di pagare tributi) fiscale. Basta pensare che (Fonte UIL) ogni minuto vengono evasi 347mila euro di imposte, per comprendere come già in partenza il salvadanaio statale si riempie meno del dovuto! Inoltre, una parte del denaro raccolto – frutto del sacrificio di ogni cittadino onesto – finisce, ahinoi, in un buco nero di sperperi, privilegi e inefficienze, ma anche di comportamenti fraudolenti e criminali da parte di alcuni amministratori e politici, che quel denaro avrebbero dovuto gestire a beneficio di tutti noi. Tante risorse vitali si disperdono ed in molti casi soldi pubblici si trasformano in guadagni illeciti di funzionari corrotti e di organizzazioni...

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Facciamoci i fatti loro
Prof. Roberto Castaldo

Facciamoci i fatti loro

A cura di il 22 Mag 2013 | Nessun commento

Questa pillola è stata presentata in occasione dell’evento Nave della Legalità 2013 e proiettata sulle navi (da Napoli e da Civitavecchia) dirette a Palermo per la commemorazione delle vittime di mafia. Stiamo perdendo l’abitudine di osservare ed ancor più di concentrarci su quanto guardiamo. Tutti noi ci limitiamo a vedere senza guardare, oppure a guardare senza vedere, per niente aiutati dai nuovi media che moltiplicano quantità e frequenza degli stimoli e delle notizie che ci colpiscono. Vedere è l’azione di percepire con gli occhi e di distinguere una cosa rispetto ad un’altra. Guardare invece vuol dire dirigere volutamente lo sguardo per riuscire a vedere qualcosa che ci interessa, e magari iniziare a comprenderla. Ma quante volte vediamo cose o persone, senza riuscire a descriverle con sufficiente precisione perché in realtà non le abbiamo osservate? Abbiamo visto senza guardare. E quante volte invece ci concentriamo fortemente su una cosa o una persona, senza però riuscire a percepirla, distratti da altri stimoli e pensieri che ci affollano la mente? E quante volte ci viene comodo chiudere gli occhi per evitare di vedere e guardare quello che non ci piace? Se non percepiamo e non guardiamo la mafia, stiamo decidendo di chiudere gli occhi di fronte a un’onda mortale che negli ultimi decenni ha cambiato forma e aspetto: il nemico che storicamente inquinava casa nostra e che ha invaso altre nazioni e continenti, è stato affiancato da altri pericolosi nemici provenienti dall’Africa (Nigeria e Maghreb) come dall’Asia (Cina), dall’America Latina (Colombia e Messico) come dall’Europa dell’Est (Albania, URSS, Romania e Bulgaria). Il mafioso di oggi è globalizzato, multietnico e multi specialistico, prima si vestiva da mafioso, oggi si nasconde – in giacca e cravatta – dietro investimenti pubblici ed affari miliardari. La mafia oggi è forse meno visibile, ma tanto radicata e forte da negare il nostro presente ed oscurare il nostro futuro. Ricominciare a vedere e guardare contemporaneamente, come facevamo istintivamente da bambini, forse ci consentirebbe di capire meglio noi stessi e le storture che ci circondano, e di iniziare ad impicciarci dei fatti dei mafiosi. Le mafie cambiano aspetto e si nascondono proprio per appestare le nostre vite senza farsi vedere, ma noi apriamo gli occhi, cerchiamole, vediamole, guardiamole e...

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